Luglio '13

a cura di Francesca Dargenio | luglio 13 | sfoglia l'archivio della rubrica
Luglio '13
Trecentomila in piazza solo a Rio de Janeiro, un milione le  persone che si sono riversate in questi giorni nelle strade del paese per gridare la propria rabbia e contrarietà ad operazioni che stanno innescando un processo di arretramento sociale. 
Il Brasile, infatti, è considerato da anni uno dei paesi in forte crescita dal punto di vista economico, realtà che doveva essere celebrata da grandi eventi sportivi. Invece gli abbondanti investimenti economici per i Mondiali di calcio 2014 e le future Olimpiadi, in programma a Rio nel 2016, hanno rivelato tutte le antiche insicurezze nazionali. 
I servizi pubblici rimangono ancora precari, l’inflazione dilaga e la corruzione continua ad essere una piaga sociale. Intanto la protesta va avanti e la popolazione, stremata, non vuole fare un passo indietro, anzi. 
Lo stop ottenuto all’aumento del prezzo dei biglietti dei bus e della metropolitana, sembra essere solo la prima vittoria di una battaglia che si preannuncia la prima di quella che è stata definita la “Primavera tropicale”. 

Francesca Dargenio
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