“Cuore pro bambini Chernobyl”

a cura di Zeroassoluto | marzo 09 | sfoglia l'archivio della rubrica
“Cuore pro bambini Chernobyl”

L’Associazione “Cuore pro bambini Chernobyl” con sede a Barletta, nata nel 1997, ha il preciso scopo di fornire un aiuto a bambini provenienti dall’ Ucraina e precisamente dalla zona di Chernobyl. 

Uuna delle aree più sfortunate del mondo, avendo subito la più grande catastrofe nucleare che si sia mai abbattuta sul genere umano. Ben 25 sono stati i progetti di accoglienza estivi ed invernali portati a termine, e, grazie a questa attività ha ottenuto il riconoscimento di “Associazione no profit” operante nel volontariato, iscritta nell’ Albo della Regione Puglia, e l’iscrizione nell’Albo delle Associazioni di Volontariato del Comune di Barletta. Oltre 1000 i bambini assistiti in quesi anni. 

L'attività dell'Associazione si concretizza ospitando i bambini più disagiati di età pre-adolescenziale, al fine di offrire loro un “soggiorno terapeutico-naturale” mettendoli nelle condizioni di usufruire del clima mediterraneo particolarmente favorevole alla loro crescita, quale terapia molto efficace per chi nel patrimonio genetico possiede un’eredità così “pesante”. I bambini, sono ospitati in famiglia per 45 giorni nel periodo di Natale, e per altrettanti giorni nel periodo estivo, fruendo di ogni assistenza morale e materiale, e del clima particolarmente vantaggioso alla loro salute, esposta al rischio di patologie tiroidee nel corso della loro crescita. 

Purtroppo, sebbene l’iniziativa sia lodevole sotto l’aspetto umano, si incontrano una serie di resistenze a livello burocratico numerose e complesse sono le pratiche amministrative per far arrivare questi bimbi ma nessuno si arrende. Particolarmente forte è l’impegno sotto l’aspetto umano, infatti, per i bimbi non è lesinato amore e affetto, cosa che rende felici i soci proprio per i forti sentimenti che legano i bambini a tutto il contesto familiare. Purtroppo, le condizioni vita di questi bambini sono abbastanza precarie in Ucraina, inquanto, molti di loro sono orfani, vivono in orfanotrofi o in case-famiglia, strutture molto diverse dai nostri standard europei, con delle deficienze strutturali molto pesanti. Grande è la partecipazione e la convinzione della Associazione nel portare avanti questo messaggio di alta umanità’ e solidarietà’, infatti, lo scopo e’ quello di far crescere sempre maggiormente il numero dei bimbi da ospitare. 

Nota dolente, ma appassionante per l’ impegno, sta nel fatto che le forze economiche della Associazione si basano sul contributo che ogni socio offre, e sulla benevolenza di chiunque voglia contribuire. 

Chiunque possa essere interessato, o gradisca maggiori delucidazioni per ospitare un bambino o avvicinarsi alla Associazione, può ottenere informazioni rivolgendosi al numero telefonico 0883/531903 o scrivere una e mail a giuseppedimiccoli@yahoo.it o telefonare al numero 3355204035. 

Presidente della associazione è Enzo Di Lauro, vice presidente Giuseppe Dimiccoli.  

Il disastro di Čhernobyl' è stato il più grave incidente nucleare della storia, l'unico al livello 7 (il massimo) della scala INES dell'IAEA. Avvenne il 26 aprile 1986 alle ore 1:23:44 presso la centrale nucleare del V.I. Lenin Memorial Chernobyl Nuclear Power Plant di Čhernobyl', Ucraina vicino al confine con la Bielorussia, allora repubbliche dell'Unione Sovietica. Nel corso di un azzardato test di sicurezza, un brusco e incontrollato aumento della potenza (e quindi della temperatura) del nocciolo del reattore numero 4 della centrale causò la scissione dell'acqua di refrigerazione e l'accumulo di idrogeno a così elevate pressioni da provocare la rottura delle strutture di contenimento, il contatto dell'idrogeno e della grafite incandescente con l'aria che a sua volta innescò l'esplosione e lo scoperchiamento del reattore. 

Circa 350.000 persone furono evacuate dalla città e dalle zone adiacenti. Nonostante le radiazioni emesse durante quella catastrofe, la città, con 800 anni di vita, riuscì a sopravvivere, anche se mutilata. Vi risiedono ancora operai governativi, impegnati nella rimozione delle scorie nucleari. 

Circa 700 persone, per lo più anziani, hanno scelto di tornare alle loro case, incuranti del pericolo. Una nube di materiali radioattivi fuoriuscì dal reattore e ricadde su vaste aree intorno alla centrale che furono pesantemente contaminate, rendendo necessaria l'evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336 000 persone. Nubi radioattive raggiunsero anche l'Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia con livelli di contaminazione via via minori. 

Il rapporto ufficiale redatto da agenzie dell'ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA e altre) stila un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4000 presunti (che non sarà possibile associare direttamente al disastro) per tumori e leucemie su un arco di 80 anni. 

Il bilancio ufficiale è contestato da associazioni antinucleariste internazionali fra le quali Greenpeace che presenta una stima di fino a 6.000.000 (sei milioni) di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni, contando tutti i tipi di tumori riconducibili al disastro secondo lo specifico modello adottato nell'analisi.

Riflettiamo.


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