Alighiero Boetti

a cura di Giovanni Celsi | febbraio 12 | sfoglia l'archivio della rubrica
Alighiero Boetti
Sarà il Museo Reina Sofia di Madrid fino al 5 febbraio, il primo a celebrare la nuova mostra di Alighiero Boetti, l’artista italiano scomparso nel 1994.Sarà poi il turnodella Tate di Londra e del Moma di New York: un riconoscimento che pochi artisti al mondo hanno avuto la fortuna di avere.Classe 1940, amico storico di Cattelan, si sdoppiò proponendosi beffardamente col duo Alighiero &Boetti esponendo in tutto il mondo. Abbandonata l’Arte Povera sperimenta nuove forme e materiali, dal cemento al vetro al legno, dal gesso al plexiglas fino ai francobolli ed agli arazzi; l’arte lo conduce in Afghanistan per la realizzazione dell’opera Mappa,ad oggi il suo lavoro più celebre,realizzato in modo che ogni stato venisse rappresentato dal tessuto della propria bandiera. Seguono viaggi ed esposizioni a Londra, New York con Wharol e Basquiat, il Centre Pompidou di Parigi fino al ritorno a casa col PAC e la Biennale di Venezia. Un uomo cosmopolita che in sé ha portato il 68’ fino all’ultimo respiro, con quel desiderio di evasione e ribellione che caratterizzano tutti i grandi artisti del nostro tempo.

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