App: il Made in Italy 2.0

a cura di Francesco Balacco | marzo 12 | sfoglia l'archivio della rubrica
App: il Made in Italy 2.0
Certo programmare una “app” è ben diverso da forgiare un paio di scarpe. Eppure anche per le “app” si può parlare di “Made in Italy”. Ben lontano dalla silicon valley; dalla Sardegna, a Milano, passando per la Puglia, alcune aziende italiane scrivono ogni giorno i software che girano su Android, iOs e RIM. Il mercato è decisamente in espansione. Lo conferma Salvatore Carta, fondatore di Xorovo, azienda IT da mezzo milione di fatturato con sede a Pula (vicino Cagliari). Xorovo ha creato una app di gran successo: “Virtual Interior Design”: partendo da una foto scattata all’ambiente, la app consente di arredare lo spazio desiderato. Sempre sarda è Paperlit, azienda specializzata in app editoriali, che sta curando l’ingresso nel mercato iPad, tra gli altri, del New York Times. Claudio Somazzi, per Applix, si è spinto oltre e ha inventato una app che consente di programmare la propria app: “app do it”. D’altra tipologia è “Apps gratis”, che consente di monitorare il prezzo delle app e notifica quale, tra quelle che l’utente ha deciso di tenere d’occhio, è diventata gratuita. In Calabria “ePart Mobile” facilita la cittadinanza attiva, consentendo di segnalare disservizi locali con maggiore facilità.
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