Egomnia e Faceskin: il 2.0 parte dall’ Italia

a cura di Francesco Balacco | aprile 12 | sfoglia l'archivio della rubrica
Egomnia e Faceskin: il 2.0 parte dall’ Italia
2012: I profili Facebook del Bel Paese erano 21 milioni, con il numero medio di amici (277) più alto d’Europa. I numeri di Twitter, Google Plus e LinkedIn continuavano a levitare. Quella grande piazza “social” di nome Italia sembrava più che matura per creare le proprie reti 2.0.
A rendersene conto sono stati due personaggi dal profilo antitetico: da un lato Matteo Achilli, intraprendente studente d’economia con la passione per la programmazione, dall’altro Claudio Cecchetto, veterano dei media e fondatore di Radio Deejay.
Achilli ha fondato Egomnia: social network che si rivolge a studenti in cerca di un collegamento col mercato del lavoro e che punta a diventare quello che LinkedIn è per i professionisti. L’iscrizione è gratuita per privati e aziende. Inserito il curriculum, un algoritmo (meglio illustrato sul sito al momento dell’iscrizione) valuta lo studente e gli assegna un punteggio, posizionandolo all’interno di una graduatoria che — auspica il suo fondatore — le azienda troveranno utile per il talent scouting.
Cecchetto intanto ha lanciato Faceskin, che concentra funzionalità presenti in altri social network ma vi aggiunge un plus: ogni utente può creare una propria lista di siti o link “preferiti” e condividerla con i suoi contatti. Faceskin, inoltre, spera di creare una nuova figura digitale, quella del “newsjockey”: una sorta di DJ dell’attualità in grado di selezionare il meglio dal web su un argomento, ordinarlo e proporlo alla community in forma di storia già raffinata.
Decolleranno i social tricolore in patria e altrove?

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