Samso, vento e sole di domani

a cura di Francesco Balacco | settembre 09 | sfoglia l'archivio della rubrica
Samso, vento e sole di domani

Parte da qui la rubrica che scrive il futuro. Rinnovarsi o morire (G. d’Annunzio). Soffia da Nord il vento dell’avvenire, dell’eco-sostenibilità. Samsø, isoletta della Danimarca a metà strada tra Jutland e Copenhagen, 4300 anime ed un sogno realizzato. Sull’isola dove, secondo la mitologia nordica, il dio Odino imparò la magia, al governo danese ne è riuscita una. La formula? 21 turbine eoliche da 1 megawatt, 2.500 m² di pannelli solari, pompe di calore geotermiche, stufe a segatura e pellet. Tutto realizzato con un investimento pari a 15mila euro per abitante e ora, dopo soli dieci anni, le fonti rinnovabili coprono l’intero fabbisogno energetico civile, il 70% di quello termico e le emissioni di CO2 sono state abbattute del 140%. Gli allevatori e i contadini che aderirono a questo progetto, adesso, non solo risparmiano, ma rivendono anche energia pulita alla terraferma e ci guadagnano. In scena il solito mito dell’avanguardismo sassone? Forse no. Søren Hermansen, nel 1998, fu il primo tra i suoi conterranei a credere nel progetto e a scontrarsi con la loro diffidenza. Li coinvolse con difficoltà ma poi la maggior parte degli investimenti furono realizzati dagli stessi abitanti. Oggi Søren dirige l’Energiakademiet (Accademia dell’Energia) di Samsø, una struttura dove, oltre ad effettuare studi sull’ambiente, si accolgono più di 1000 visitatori l’anno, tra cui ministri, ambasciatori, turisti e singoli ricercatori attratti da questo “miracolo ecologico”. Quest’isolani, anonimi fino a dieci anni fa, sono ora un esempio a livello mondiale e ne vanno fieri (hanno scritto una canzoncina per elogiarsi). Prossimo obbiettivo: liberarsi dai carburanti fossili anche per quanto concerne i trasporti, utilizzando motori alimentati con olio di ravizzone e idrogeno. Così mentre da noi, qualcuno le reputa ancora antiestetiche, le pale eoliche dell’isola verde attraggono un numero di turisti in continuo aumento. I visitatori ammirano gli antichi mulini del XVII sec. accanto alle avveniristiche pale, che sembrano nonni accanto ai nipoti, fotografando incantati quel ponte fra passato e futuro che qui l’uomo ha costruito assieme alla natura.

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