George Best

a cura di Giuseppe Patella | aprile 14 | sfoglia l'archivio della rubrica
George Best
Il 22 Maggio del 1946 nasce a Belfast, città scenario dei principali conflitti fra repubblicani e lealisti, un mito a volte incompreso a volte discusso ma sicuramente sempre originale e protagonista nel bene e nel male sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco: George Best.

Risse, alcol e donne hanno fatto da cornice alla sua vita portandolo anche a gesti estremi come quando nel 1984 lo arrestano per guida in stato di ebrezza e per aggressione a Pubblico Ufficiale. La sua fama, fuori dal campo, addirittura arriva a livelli top quando, in aeroporto, al ritorno da una partita giocata in trasferta si presenta alle sue tante fan con un sombrero. 
Pare che questo sia l’episodio che porta la sua fama così in alto da essere considerato un’ “icona pop” e fino ad essere definito il “quinto Beatle”. 
Ma George Best non è solo gossip è anche un vero e proprio talento del gioco del calcio. Da ragazzo il suo fisico esile lo limita molto nel calcio britannico fatto di takle e forza fisica eppure lui è un condottiero uno di quelli che entra duro, ti contrasta, ruba palla e riparte di tecnica a suon di dribbling. Infatti a quindici anni lo notano degli osservatori del Manchester United che lo portano in prima squadra. Il suo approccio non è dei migliori infatti, il ragazzo, soffrendo la nostalgia di casa dopo un solo giorno prende il primo traghetto e torna a Belfast. 
Ci vorrà tutta l’abilità dell’allora allenatore Matt Busby che va’ fino a Belfast per riconvincere George a tornare a Manchester. Busby non ci vede male, lo fa’ esordire a diciassette anni in prima squadra e di li è un crescendo di risultati che portano George a vincere un campionato con il Manchester, una storica vittoria contro il Benefica di Eusebio (partita nella quale George segna due dei cinque gol) e disputa, nel 1968, una finale di Coppa Campioni in cui il Manchester batte nuovamente il grande Benefica di Eusebio, anche in questa partita Best segna e disputa, forse, la sua miglior partita. 
Quell’anno Gorge Best vince l’ambito pallone d’oro. 
Dopo comincia un lungo declino forse, anzi senza forse, dovuto ai suoi eccessi, alcol e donne soprattutto che lo portano a saltare gli allenamenti a litigare continuamente con il suo allenatore finchè nel 1974 dopo una partita passata “in panca” imbocca la via degli spogliatoi piangendo e lascia il Manchester. Quella sarà l’ultima volta di Gorge Best all’ Old Trafford come giocatore. 
Best comincia una nuova avventura milionaria negli States dove anche li lascia il segno: in campo segnando sei gol in una sola partita, fuori invece le sue “storie d’amore” con due Miss Universo. 
Nel 2005, ricoverato in condizioni critiche, si spegne dopo un periodo di sofferenza. Definito da alcuni critici il più grande artista sportivo del pianeta tra genio e sregolatezza, queste parole estratte dalla sua autobiografia racchiudono e riassumono il suo mito, il suo talento e mi piace ricordarlo così: "Era il 1976, si giocava Irlanda del Nord - Olanda. Giocavo contro Johan Cruyff, uno dei più forti di tutti i tempi. Al 5° minuto prendo la palla, salto un uomo, ne salto un altro, ma non punto la porta, punto il centro del campo: punto Cruyff. Gli arrivo davanti gli faccio una finta di corpo e poi un tunnel, poi calcio via il pallone, lui si gira e io gli dico: 'Tu sei il più forte di tutti ma solo perchè io non ho tempo'".
Copyright © 2009-2014 Zeroassoluto - La guida web del tuo tempo libero - Testata n.5/05 registrata presso il Tribunale di Trani il 21/04/05 - Tutti i diritti sono riservati - P.I. 06295250721